|
<---
Torna alla Pagina Principale
del Palio 2008

"Il
Grande Gioco dell'Oca"
1071, il Fuoco di Castiglione

Sabato 12
Luglio ore 21.30
Borgo
Antico: Piazza Garibaldi
Chi di noi non ha mai giocato al gioco dell'oca o ad un qualsiasi altro
gioco di percorso! Alletta, diverte, ma è anche la metafora della vita. Dal
momento in cui ci affacciamo alla vita comincia il nostro percorso ad
ostacoli, anche se per la maggior parte si va avanti agevolmente… ma quanti
accidenti!
Molte volte siamo fortunati, incontriamo le persone giuste, 'imbrocchiamo'
il momento giusto, altre dobbiamo attendere che la fortuna - nel nostro caso
l'oca - volga dalla nostra parte e ci dia una spinta.
Come tutti anche il Card. Branda Castiglioni ha dovuto affrontare nella sua
lunga e intensa vita qualche momento particolarmente spiacevole ed umiliante
come quello che raccontiamo quest'anno: il suo rapimento per opera di un
signorotto appena rientrato in possesso di alcuni suoi possedimenti, Orlando
Pallavicino. Questo fu un episodio sgradevole che ebbe una felice
conclusione per l'intervento di personaggi importanti i quali pagarono il
riscatto richiesto e il nostro mecenate e il suo seguito furono liberati.
Nel nostro percorso abbiamo voluto raccontare la storia della nostra città
attraverso i suoi monumenti e le lotte sostenute contro i Milanesi che per
secoli hanno tentato di conquistare il nostro Borgo e il Contado del Seprio.
Il Fuoco di Castiglione: 1071
Il periodo storico in cui ci troviamo si riferisce alla lotta per le
investiture, quando gli incarichi ecclesiastici erano conferiti
dall'Imperatore; mentre alcuni tentavano di ottenerli con il denaro altri
cercavano di ottenerli per merito. Per questo motivo Goffredo da Castiglione
ed Erembaldo Cotta si fronteggiarono.
“… (i Milanesi) partiti dunque in buon
numero sotto la guida dell'insuperabile Erembaldo Cotta, senza uniformità
d'abiti, come era uso di quei tempi, e colle armi che ciascuno avea trovate
più pronte, s'accamparono sulle rive dell'Olona, a piedi di quel castello,
piantarono macchine e pietre, si provvidero di fionde e balestre, e
cominciarono a stringerla da ogni parte …
Insolitamente rigoroso, quel gennaio, 1071, era la più importuna stagione
per attendare all'aperto. Pure ai bollenti animi nulla importavano i venti
gelati, le nevi ed i ghiacci; e l'accanimento andò tant'oltre, che, contro
ogni sentimento religioso, non dimenticato a quei tempi neppur tra le
carneficine, l'assedio fu proseguito durante la quaresima. La quale
irriverenza parve così offensiva alla clemenza di Dio, che alcuni storici
pii e credenti attribuirono a sdegno celeste un incendio che divorò in quei
giorni gran parte di Milano, e che è fra i più memorabili nella storia del
nostro paese.
Infatti, il primo sabato di quaresima, 19 marzo 1071, sotto un vento furioso
si sviluppò, per ignota causa, in Milano un gran fuoco, che d'un subito
portato qua e là dall'impeto dei soffi si dilatò in modo irreparando. Delle
case bastò poco tempo a distruggere non pure la materia lignea, ma fin anco
le pietre; infinito l'oro e l'argento che vi si liquefece. Basiliche fuori e
dentro la città ridotte in cenere, neppur salvata la splendida S.Lorenzo, di
cui, per fortuna, scampò l'atrio, che forma anche oggi una delle glorie più
ammirate dai forestieri, e meno pregiate dai nostri. Tre quartieri della
città così popolosa, quei delle porte Vercellina, Romana e Ticinese furono
vittima di quest'incendio, che, pel motivo già detto, restò segnato nella
storia col nome di Fuoco di Castiglione. . . ”
Molti degli assedianti, quando videro le volute di fumo ergersi alte nel
cielo, abbandonarono la rocca per correre verso Milano e cercare di salvare
quel che potevano e non fecero più ritorno a Castiglione. L'assedio non poté
continuare e così Erembaldo abbandonò l'impresa di Castiglione.
Quale episodio poteva essere meglio rappresentato con il gioco dell'oca con
i suoi ostacoli, i suoi tentativi di sopraffare l'avversario, l'essere
costretti a retrocedere, a ricominciare daccapo!
Questo è quanto intendiamo raccontare un po' seriamente, un po'
giocosamente.
|