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"Il Grande Gioco dell'Oca"

1071, il Fuoco di Castiglione

Sabato 12 Luglio ore 21.30

Borgo Antico: Piazza Garibaldi


Chi di noi non ha mai giocato al gioco dell'oca o ad un qualsiasi altro gioco di percorso! Alletta, diverte, ma è anche la metafora della vita. Dal momento in cui ci affacciamo alla vita comincia il nostro percorso ad ostacoli, anche se per la maggior parte si va avanti agevolmente… ma quanti accidenti!
Molte volte siamo fortunati, incontriamo le persone giuste, 'imbrocchiamo' il momento giusto, altre dobbiamo attendere che la fortuna - nel nostro caso l'oca - volga dalla nostra parte e ci dia una spinta.
Come tutti anche il Card. Branda Castiglioni ha dovuto affrontare nella sua lunga e intensa vita qualche momento particolarmente spiacevole ed umiliante come quello che raccontiamo quest'anno: il suo rapimento per opera di un signorotto appena rientrato in possesso di alcuni suoi possedimenti, Orlando Pallavicino. Questo fu un episodio sgradevole che ebbe una felice conclusione per l'intervento di personaggi importanti i quali pagarono il riscatto richiesto e il nostro mecenate e il suo seguito furono liberati.
Nel nostro percorso abbiamo voluto raccontare la storia della nostra città attraverso i suoi monumenti e le lotte sostenute contro i Milanesi che per secoli hanno tentato di conquistare il nostro Borgo e il Contado del Seprio.

Il Fuoco di Castiglione: 1071
Il periodo storico in cui ci troviamo si riferisce alla lotta per le investiture, quando gli incarichi ecclesiastici erano conferiti dall'Imperatore; mentre alcuni tentavano di ottenerli con il denaro altri cercavano di ottenerli per merito. Per questo motivo Goffredo da Castiglione ed Erembaldo Cotta si fronteggiarono.

“… (i Milanesi) partiti dunque in buon numero sotto la guida dell'insuperabile Erembaldo Cotta, senza uniformità d'abiti, come era uso di quei tempi, e colle armi che ciascuno avea trovate più pronte, s'accamparono sulle rive dell'Olona, a piedi di quel castello, piantarono macchine e pietre, si provvidero di fionde e balestre, e cominciarono a stringerla da ogni parte …
Insolitamente rigoroso, quel gennaio, 1071, era la più importuna stagione per attendare all'aperto. Pure ai bollenti animi nulla importavano i venti gelati, le nevi ed i ghiacci; e l'accanimento andò tant'oltre, che, contro ogni sentimento religioso, non dimenticato a quei tempi neppur tra le carneficine, l'assedio fu proseguito durante la quaresima. La quale irriverenza parve così offensiva alla clemenza di Dio, che alcuni storici pii e credenti attribuirono a sdegno celeste un incendio che divorò in quei giorni gran parte di Milano, e che è fra i più memorabili nella storia del nostro paese.
Infatti, il primo sabato di quaresima, 19 marzo 1071, sotto un vento furioso si sviluppò, per ignota causa, in Milano un gran fuoco, che d'un subito portato qua e là dall'impeto dei soffi si dilatò in modo irreparando. Delle case bastò poco tempo a distruggere non pure la materia lignea, ma fin anco le pietre; infinito l'oro e l'argento che vi si liquefece. Basiliche fuori e dentro la città ridotte in cenere, neppur salvata la splendida S.Lorenzo, di cui, per fortuna, scampò l'atrio, che forma anche oggi una delle glorie più ammirate dai forestieri, e meno pregiate dai nostri. Tre quartieri della città così popolosa, quei delle porte Vercellina, Romana e Ticinese furono vittima di quest'incendio, che, pel motivo già detto, restò segnato nella storia col nome di Fuoco di Castiglione. . . ”


Molti degli assedianti, quando videro le volute di fumo ergersi alte nel cielo, abbandonarono la rocca per correre verso Milano e cercare di salvare quel che potevano e non fecero più ritorno a Castiglione. L'assedio non poté continuare e così Erembaldo abbandonò l'impresa di Castiglione.
Quale episodio poteva essere meglio rappresentato con il gioco dell'oca con i suoi ostacoli, i suoi tentativi di sopraffare l'avversario, l'essere costretti a retrocedere, a ricominciare daccapo!
Questo è quanto intendiamo raccontare un po' seriamente, un po' giocosamente.

 

 

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