Il Denaro, l’oro, gli
oggetti preziosi, i possedimenti, gli animali e addirittura le persone sono
il bottino indiscusso di ogni oppressione.
Il desiderio forte dell’uomo
di conoscere e di possedere, di acquisire potenza e ricchezza per diventare
padrone del mondo è la cagione dominante per furti, omicidi, rapimenti e
qualsiasi altro sopruso compiuto verso i propri simili, gli animali e
comunque tutte le creature più indifese.
Oggi, come nel rinascimento,
al tempo di Branda Castiglioni Vescovo, vi sono regni in cui chi governa si
ritiene proprietario indiscusso di tutto ciò che vi è in essi contenuto,
ogni forma di governo dittatoriale forte rende sempre più stabile il suo
stesso potere.
L’Italia del 1400 era
composta da tanti piccoli stati e feudi guidati da poche ricche ed
importanti casate. Il signore era guida e padrone del suo regno e non
mancava quindi di decidere su ogni piccolo avvenimento che in esso si
verificava.
Uno di questi era Orlando
Pallavicino detto “Il Magnifico”, signore di Busseto e di Borgo San Donnino.
Orlando era il tipico
principe del Rinascimento spregiudicato e senza scrupoli, che pur di
arricchirsi, compiva azioni illegali e criticabili.
Fece prigioniero ad esempio
il vescovo Branda da Castiglione mandato a Piacenza dal Papa, illudendosi
che tenendolo in carcere, si sarebbe impossessato, col più meschino ricatto,
di tutto ciò che il Branda rappresentava, sia per l’Imperatore sia per il
Papa.
Per la sua liberazione
chiese un grosso riscatto, nonostante il Papa avesse lanciato su Busseto
l’interdetto.
Ed ecco come gli avvenimenti
storici legati alla vita del nostro prelato si legano alla storia
dell’Italia feudale del Rinascimento, vissuta nei manieri, con grandi corti
e armigeri, si facevano banchetti, feste e battute di caccia. Spesso i
signori erano illuminati, amavano l’arte e la cultura, erano mecenati ed
emanavano leggi.
Orlando promulgò, ad
esempio, le leggi del proprio regno, le famose “Statuta Pallavicina” che
rimasero in vigore per trecento anni. Per queste e per altre sue importanti
opere venne infatti detto “il Magnifico”.
17 marzo 1410: Branda ha
sessant’anni…ma ha solo percorso in parte la sua lunga e stupefacente vita,
che ancora oggi non manca di sorprendere e meravigliare.
Un’altra pagina di storia…